S. Lorenzo - ROMAINMOVIMENTO

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Quartieri

Roma in movimento
S. Lorenzo -
Archivio storico di memoria urbana e sociale

La nascita della zona risale al periodo tra il 1884 e il 1888, prima della sua edificazione oltre le Mura Aureliane si estendeva un paesaggio sostanzialmente agricolo.
La finalità della sua costruzione fu la realizzazione di alloggi per gli operai che arrivarono a Roma alla fine del secolo XIX per lo sviluppo urbanistico della città a cavallo tra i due secoli. Primi abitanti sono infatti ferrovieri, operai ed artigiani. Da qui la natura popolare del quartiere, che si rispecchia nelle particolari tipologie abitative. Nel 1909 entra nel piano regolatore del comune di Roma. Fu l'unico quartiere in cui si tentò di fermare la Marcia su Roma, tanto che da lì nacque la fama di "quartiere rosso" assieme ad altri quartieri storici della Capitale, come Testaccio.
Il 19 luglio del 1943 fu colpito dal bombardamento degli alleati su Roma con l'obiettivo di attaccare lo scalo merci ancora oggi attivo, insieme al quartiere Tiburtino, al Prenestino, al Casilino, al Labicano e al Tuscolano. 6 giorni dopo 662 bombardieri statunitensi rilasciarono 4 000 bombe (circa 1 060 tonnellate) sul quartiere, provocando circa 3 000 morti, di cui 1377 identificati, ed 11 000 feriti. Il bombardamento ha ispirato la canzone "San Lorenzo" di Francesco de Gregori.
Negli anni del dopoguerra San Lorenzo continua ad essere un quartiere popolare e dominato dalla piccola delinquenza.
Il 19 luglio del 2003, nel Parco dei Caduti del 19 luglio 1943, è stato inaugurato un monumento commemorativo per i caduti del bombardamento. L'opera riporta i nominativi delle 1 674 vittime (accertate) di San Lorenzo.
Di importanza storica il cimitero Verano: la sua prima fondazione risale al      . L'edificazione del cimitero continuò anche dopo l'avvento di Roma capitale. Il complesso cimiteriale è andato pian piano ingrandendosi inglobando terreni espropriati come, ad esempio, villa Mancini che fece posto al Pincetto. L'ampliamento è proseguito sino agli anni sessanta quando entrò in funzione l'altro grande cimitero romano: il Flaminio.
L'ingresso del cimitero, a tre fornici, reso imponente dalla presenza di quattro grandi statue che rappresentano la Meditazione, la Speranza, la Carità e il Silenzio, precede un ampio quadriportico opera del Vespignani, completato nel 1880.
Il Cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d'arte, costituisce una sorta di museo all'aperto che non ha eguali per la quantità e la particolarità delle testimonianze, un inestimabile valore sotto il profilo storico-artistico e di storia della cultura dalla metà dell' Ottocento sino a tutto il Novecento.



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